Il nostro Vietnam durante il caos in Medio Oriente
Vietnam, Ninh Binh
Erano i primi giorni di gennaio 2026 e come ogni inizio anno cominciamo a pensare alla destinazione dei nostri prossimi viaggi e vista la situazione precaria negli Stati Uniti quest’anno abbiamo optato per un primo viaggio ad oriente nella culla del sorriso. E così mappa alla mano abbiamo puntato il dito sul Vietnam.
Per la prima volta ci siamo affidati ad un’agenzia locale. Di solito viaggiamo in solitaria e con un’organizzazione “fai da te” almeno per le mete più tranquille, mentre ci affidiamo ai Tour Operator più noti nel caso di mete complesse. Questa volta abbiamo avuto un contatto tramite una ottima guida locale che aveva seguito il viaggio di una coppia di amici. E così abbiamo conosciuto la nostra amica Giang (ossia Fiume nella nostra lingua) che lavora per l’agenzia Asia Viva Travelspecializzata nell’organizzazione di viaggi in Vietnam,Laos,Cambogiae Thailandia con guide in lingua italiana.
Se le perplessità iniziali di affidarci ad un’agenzia locale erano tante, via via che la conversazione con Giang proseguiva ci siamo convinti del tutto e abbiamo confermato il nostro viaggio in Vietnam, dopo una lunga programmazione delle mete e dei luoghi che volevamo visitare.
I voli dall’Italia li abbiamo scelti con cura per poter sfruttare il lungo viaggio con due stopover che ci avrebbero permesso di conoscere altre due mete. Ossia due piccioni (anzi 3) con una fava. Uno all’andata su Dubai e il secondo al ritorno su Singapore, per poter scoprire queste due città dalla rapida crescita e dalla visione futuristica. Dopo una attenta valutazione abbiamo optato per la compagnia aerea Emirates. Affidabile, comoda e dai servizi di qualità indiscutibile. Così confermiamo le date del tour in Vietnam e blocchiamo pure gli alloggi a Dubai e a Singapore. Partenza il 14 marzo 2026!
A fine gennaio era tutto pronto, voli, tour e pernottamenti. Le settimane scorrono veloci e l’attesa di partire si fa urgente. Ma è l’alba di un sabato mattina, precisamente il 28 febbraio, quando ci raggiunge la notizia dell’attacco da parte degli Stati Uniti e di Israele all’Iran: blocco dello spazio aereo, sospensione dei voli sui maggiori aeroporti del Medio Oriente, caos assoluto e turisti bloccati nei luoghi di villeggiatura. Un arresto dei voli che non si vedeva dai tempi del Covid.
Le notizie scorrevano veloci sulle maggiori testate giornalistiche. Ma un po’ perché stavamo seguendo da settimane le vicende del nuovo presidente degli Stati Uniti, un po’ per sesto senso, abbiamo capito che non sarebbe stato un “Venezuela di Maduro” bensì una guerra più complessa, più lunga di qualche ora necessaria per liberare il paese da un regime. L’Iran non è il Venezuela. E questo lo abbiamo capito subito.
Domenica mattina con il pensiero persistente e fisso sulla questione, ci svegliamo e decidiamo che no, non possiamo rischiare da lì a 14 giorni di rimanere a piedi e di perdere tutto. Sì perché nonostante fossimo protetti con una assicurazione viaggio che copriva anche l’annullamento con un massimale ben capiente, scopriamo che per i motivi di guerra non potevamo usufruire delle condizioni di annullamento previste dalla polizza. Non solo per la nostra compagnia ma questo vale per tutte le compagnie assicurative esistenti. Panico. Dobbiamo partire in un modo o nell’altro.
Fortunatamente, ma anche per diligenza, prenotiamo sempre i voli con un la possibilità di cancellazione pagando una piccola penale, che poi così piccola non lo è mai, ma in ogni caso si aggira sul 20% circa del costo totale. Domenica quindi decidiamo di annullare l’andata e riservare un altro volo che evitasse lo scalo in Medio Oriente. Ne troviamo uno via Parigi, destinazione diretta Hanoi con un brevissimo stop al Charles de Gaulle per lo scalo di solo 1 ora e 20 minuti. Ma rischiamo e confermiamo.
Certi che da lì a qualche settimana la situazione si sarebbe risolta, ci tranquillizziamo. Non si può mica fermare il mondo, per una stupida azione con una presa d’assalto senza annuncio alcuno al resto del mondo!
Invece da lì a 3 giorni i leader dell’azione di guerra cominciavano a ipotizzare tempi più lunghi, per mancanza di accordi che certamente sarebbero dovuti arrivare da lì a qualche ora, ma che tardavano ad essere confermati. L’Iran non cedeva.
Niente, dopo 3 giorni e precisamente il mercoledì, prendiamo l’ultima dolorosa decisione. Annulliamo anche i voli di ritorno e cerchiamo un’alternativa che da Singapore ci porti in Italia. I prezzi nel frattempo stavano volando senza criterio e senza una ragionevole coerenza. Una follia pura. Trascorrono le ore e l’unica soluzione che troviamo è un rientro su Shangai, con un volo di China Eastern Airlines, ad un prezzo che ci sembra un tranello. A soli 350 euro. Il sito non è compatibile con la versione mobile e su desktop riporta delle problematiche di visualizzazione. Non ci fidiamo, più che altro non riusciamo a bloccare il volo. Contattiamo subito Giang dell’Agenzia Vietnamita e chiediamo a lei di verificare se può acquistare i nostri voli con China Eastern Airlines. Alcune ore dopo abbiamo i biglietti. Che a vederli sembrano una fregatura pure loro. Nessun codice a barre, nessun QR code a cui siamo ormai tanto abituati qui in Europa. Ma abbiamo in mano una semplice stampa in cui appaiono gli estremi del volo, i nostri nomi e un numero di biglietto.
Tranquillizzati dalla serietà dell’agenzia, ci mettiamo finalmente il cuore in pace e accettiamo le nuove rotte. A quel punto manteniamo Singapore al ritorno ma a malincuore annulliamo il pernottamento a Dubai. Sperando di visitarla in tempi migliori.
Giunge il giorno della partenza e tutto ha funzionato, riusciamo con una corsa contro il tempo a proseguire il volo per Hanoi sullo scalo a Parigi a discapito dei nostri bagagli che inevitabilmente sono rimasti a Parigi e hanno raggiunto il nostro alloggio ad Hanoi solo nel pomeriggio del giorno dopo. Ma non ci demoralizziamo, lo stretto necessario nel bagaglio a mano c’è, il tour con l’agenzia parte solo nel pomeriggio del giorno successivo, pertanto tutto si stava incastrando alla perfezione.
Grazie all’assistenza continua del nostro referente di Asia Viva Travel, la cara Giang, viviamo un’esperienza unica nel suo Vietnam. Dove la natura fuori dalle città invade ogni cosa, dove la gente è cordiale per disinteresse, per essenza profonda del loro essere, le storie incredibili che ci vengono raccontate ci conquistano e nei luoghi che abbiamo visitato ci abbiamo lasciato il cuore. Dell’agenzia ci è piaciuta la trasparenza, la disponibilità a ogni richiesta di chiarimento, la professionalità e la gentilezza. Ma tutto questo non è finito con la conferma dell’ordine e con il pagamento del saldo. L’assistenza di Giang è stata continua durante tutto il viaggio a qualsiasi ora del giorno e della sera. Non possiamo fare altro che ringraziarla di tutto, del supporto per ogni singola nostra esigenza, anche al di fuori del tour stesso. Come la risoluzione dei problemi con i voli che passavano per il Medio Oriente. Tutto ha funzionato grazie alla sua capacità di organizzazione e alla puntualità dei piani programmati e alla scelta delle guide che come lei hanno saputo aiutarci in ogni nostra necessità e a farci sentire a nostro agio. Il viaggio è stato magnifico, il Vietnam ti conquista il cuore perché è puro e genuino, nonché dotato di quella cortesia e umiltà che oggi manca così tanto nel mondo burrascoso in cui viviamo.
Grazie Giang, grazie Asia Viva Travel e un grazie a tutte le guide e agli autisti che ci hanno accompagnato in questo meraviglioso viaggio nel paese del sorriso. Il nostro Vietnam. Di seguito le foto migliori. Trovate maggiori info, foto e video sui nostri canali social.