Viaggi in Italia: tra Lazio e Toscana, tra Tuscia e Maremma

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Tra i Viaggi in Italia, da fare durante il periodo che va dalla primavera all’autunno, vi è sicuramente un vasto territorio al confine fra Lazio e Toscana. In questo angolo d’Italia troviamo più a sud la Tuscia, un’area caratterizzata da dolci colline che accolgono vigneti, pascoli ed ulivi, ed un po’ più a nord la Maremma toscana, disseminata di campi di girasoli, ulivi e distese pianeggianti che si allunga fino alla costa tirrenica.

Iniziamo questo nostro viaggio in Italia fra Tuscia e Maremma, a cavallo fra il Lazio settentrionale e la Toscana meridionale, per scoprire luoghi impregnati di natura e di storia. Apprezzeremo la perfetta commistione delle caratteristiche tipiche delle due regioni: nelle strade, la parlata e l’accento si fondono e si influenzano l’una con l’altra; nelle osterie, il cinghiale e i pici cacio e pepe si accompagnano perfettamente in un trionfo di sapori e di tradizioni.

 

La prima tappa del nostro viaggio in Italia tra Tuscia e Maremma è Montefiascone nella Tuscia laziale. Come molte altre città di questi territori sorge sulla vetta di un colle, dalla cui piazza panoramica si può godere di una spettacolare veduta sul Lago di Bolsena (un’altra tappa del nostro viaggio).

Montefiascone è un borgo medioevale e dai suoi vicoli di pietra vissuti in un tempo antico potete raggiungere le storiche vestigia come la Rocca dei Papi, sede fortezza di molti pontefici che la sceglievano come punto strategico per la loro difesa, o la Cattedrale di Santa Margherita con la sua imponente cupola tra le più grandi in Italia e visibile anche a chilometri di distanza. Vi è poi la Chiesa di San Flaviano costituita dalla fusione di due chiese, una inferiore ed una superiore collegate tra loro da una scala interna. Non potete lasciare Montefiascone senza aver degustato il suo famoso vino bianco “Est!Est!!Est!!!“, un uvaggio di uve malvasia e trebbiano.

 

Bolsena e l’omonimo lago sono la tappa successiva del nostro viaggio.

Il Lago di Bolsena si è formato grazie alla depressione del terreno vulcanico, tipico di quest’area, che cedendo in profondità ha lasciato il posto all’acqua piovana fino al suo riempimento. Il lago è tra i più grandi presenti in Italia ed include due isolotti ricchi di vegetazione mediterranea, raggiungibili con le imbarcazioni che navigano le acque dolci e pescose. I villaggi dei pescatori che costeggiano il lago offrono diverse trattorie dove degustare il pescato del giorno.

La città di Bolsena sulla costa settentrionale del lago è un centro abitato che si anima soprattutto durante il periodo estivo, quando i turisti raggiungono il lago per godersi il sole sulle spiaggette o cercare la frescura all’ombra degli alberi che rivestono le sue coste. Bolsena in realtà è un borgo medioevale che conserva ben intatto il suo centro storico, dai resti delle costruzioni etrusche a quelle romane. Sulla parte più alta del borgo svetta il Castello di Bolsena, oggi sede del Museo del Territorio in cui vengono conservati i resti delle due civiltà passate. Il Castello è un edificio storico dal sicuro impatto attrattivo, le sue mura nascondono misteri d’altri tempi e raccontano di vissuti antichi e storie di fantasmi che non hanno mai abbandonato le sue stanze.

Lago di Bolsena
Lago di Bolsena

Da Bolsena proseguiamo ancora nel Lazio per dirigerci a Bomarzo al Parco dei Mostri, precisamente il Sacro Bosco di Bomarzo. Un cuore verde e pulsante grazie alle enormi sculture in pietra che lo “abitano” e lo animano con le loro stranezze. Animali mostruosi, personaggi grotteschi e costruzioni bizzarre vi accompagneranno durante il vostro cammino (un’oretta circa) tra la rigogliosa vegetazione del parco per un’esperienza unica nel suo genere. Assolutamente da vedere!

Parco dei mostri, Bomarzo

Da Bomarzo rientrando a Bolsena ci dirigiamo verso nord-est e raggiungiamo una meta incredibile, dal fascino unico: Civita di Bagnoregio. Un borgo isolato in cima ad una collina rocciosa circondata da una valle di calanchi, profonda e pressochè incolta, ricoperta da una vegetazione che fatica a diffondersi per la qualità del terreno poco ospitale.

Civita di Bagnoregio è raggiungibile solo a piedi attraverso un ponte alto 300 mt e lungo 500 mt che vi porterà dritti dritti al cuore del borgo della – cosidetta – “Città che Muore“. Varcata la Porta di Santa Maria farete un vero salto nel passato e vi immergerete in un mondo fatto di viuzze in pietra che si intrecciano con casette costruite anch’esse in pietra, dove oggi sopravvivono soprattutto botteghe e trattorie (gli abitanti si contano sulle dita di due mani).

Civita di Bagnoregio
Civita di Bagnoregio

Lasciamo questo posto incantato (ed incantevole) per recarci il giorno successivo a Viterbo, la “Città dei Papi“.

Viterbo abbonda di chiese, abbazie e basiliche – grazie al suo passato legato al mondo papale – oltre a numerose piazze arricchite da spettacolari fontane. La città è avvolta dalle mura antiche che raccolgono quartieri moderni e storici, il cui centro storico è ritenuto il più grande d’Europa. Fra le cose da vedere ci sono: il Palazzo dei Papi, la Cattedrale di San Lorenzo, il quartiere San Pellegrino. Allontanandosi dal centro, nella vicina frazione viterbese di Bagnaia trovate inoltre uno dei giardini all’italiana più belli al mondo, il giardino di Villa Lante. Qui fontane, siepi perfettamente curate, fiori e bordure dalla raffinatezza maniacale, giochi d’acqua e statue riccamente decorate, riempiono il parco di Villa Lante i cui interni, ricchi di affreschi, non sono da meno.

Viterbo
Viterbo

Lasciamo Viterbo e procediamo il nostro viaggio nel Lazio verso il mare e ci fermiamo a Tarquinia con la sua Necropoli Etrusca, Patrimonio dell’Unesco.

Tarquinia è un piccolo borgo medioevale situato in cima ad un lieve colle che si affaccia sul Mar Tirreno ed è il simbolo dell’arte etrusca. Qui si trovano i maggiori resti della sua civiltà, la Necropoli conserva ancora oggi ben più di 200 tombe etrusche ed i loro affreschi dai colori vivaci e dalle rappresentazioni dinamiche rappresentanti scene di tutti i giorni dell’epoca. Non potete poi perdervi un giro nel centro storico della città di Tarquinia, il centro archeologico di Gravisa con il suo antico porto etrusco, e la Riserva Naturale Saline di Tarquinia per un’esperienza naturalistica.

Tarquinia, Necropoli Etrusca

Prima di lasciare il lago di Bolsena (ultimo giorno in territorio laziale) visitiamo due borghi tra i più piccoli fra quelli affacciati sul lago: Capodimonte e Marta.

Capodimonte è caratteristico per la imponente Rocca Farnese e l’antico Palazzo Borghese sede del Municipio. La vicina Marta è ancora più piccola ed è bella perchè è un villaggio di pescatori e le sue case colorate danno un tocco di vivacità a questa sponda del lago. Una risalita sulla Torre dell’orologio a Marta è quasi doverosa. Se avete altro tempo a disposizione, dalle due località potete salire su una barca e raggiungere i due isolotti al centro del lago: Bisentina e Martana.

 

Lasciando il Lazio e risalendo a nord-ovest, dopo un’oretta di strada raggiungiamo la Maremma Toscana, un vasto territorio pianeggiante che dalle campagne dell’entroterra si allunga fino a raggiungere il mare e il Promontorio dell’Argentario.

Maremma toscana
Maremma toscana

Ma prima di raggiungere l’Argentario, godiamoci un po’ di relax presso le Cascate del Mulino a Saturnia – o meglio Le Cascatelle – una sorgente di acqua calda sulfurea che sgorga ad una temperatura di 37°C tutto l’anno.

La sorgente di queste acque nasce dal Monte Amiata e, lungo il suo percorso fino a valle, l’acqua si arrichisce dei minerali contenuti nel terreno e prosegue la sua corsa fino alle Cascatelle di Saturnia. Le vasche rocciose naturali si sono formate grazie all’effetto dell’erosione del torrente d’acqua. L’azzurro delle sue acque, le rocce biancastre che le raccolgono e il calore che risale dall’odore dello zolfo crea un’atmosfera unica in un contesto naturalistico selvaggio. Le Cascatelle sono ad ingresso libero ed aperte anche la notte. Trascorrere alcune ore immersi in questo benessere naturalistico non è solo benefico ma anche rilassante (attenzione ai gioielli in argento, toglieteli prima di immergervi perchè imbruniscono, anche se la soluzione per ripristinarli c’è, evitatevi lo spauracchio!). Le acque sulfuree scorrono in superficie anche prima di raggiungere le Cascatelle, percorrendo la strada infatti potreste imbattervi in turisti che fanno il bagno nel torrente Gorello, un fossato in mezzo ai canneti sul ciglio della strada.

Naturalmente, potete godere dei benefici di queste acque anche presso le Terme di Saturnia, nella sua Spa all’interno di un Resort a 5 stelle. Se alloggiate a Saturnia, la sera fatevi un giro a Montemerano e a Manciano, due borghi antichi dal grande fascino.

Saturnia, Cascate del Mulino
Saturnia, Cascate del Mulino

E dopo la nostra pausa relax è ora di incamminarsi verso il mare, direzione Argentario.

Il promontorio del Monte Argentario è collegato alla terra ferma attraverso due lingue di terra che racchiudono tra loro la Laguna di Orbetello. Cosa vedere all’Argentario? Iniziamo con i porti: Porto Santo Stefano, il più importante e grande centro abitato dell’Argentario, e Porto Ercole, un piccolo villaggio di pescatori ancora oggi molto attivo per la pesca. Entrambe le località conservano mura antiche, rocche e fortezze spagnole.

Spiagge e calette impreziosiscono le coste rocciose dell’Argentario, le più belle sono quelle raggiungibili con una camminata attraverso la vegetazione mediterranea scendendo le pareti rocciose fino a raggiungere il mare. Un’altra tappa del viaggio nell’Argentario non può che non essere la Laguna di Orbetello, dove ammirare fenicotteri, aironi e uccelli di vario tipo. Il percorso per scoprire la laguna può essere effettuato in bici o attraverso un trekking naturalistico.

Il centro storico di Orbetello è raccolto attorno alla Piazza Eroe dei due Mondi, dove troverete il Palazzo del Podestà, la Torre dell’orologio e la statua con il busto di Garibaldi (che in queste località fece una sosta durante il suo viaggio con i Mille). Ma prima di raggiungere il centro città, sulla strada che dall’Argentario porta ad Orbetello, in mezzo alle acque della laguna osserverete il mulino antico che accoglie i visitatori sin dal lontano ‘400 e sarà sicuramente l’oggetto prediletto nelle vostre foto alla laguna, soprattutto al tramonto. Se volete ammirare la laguna di Orbetello attraverso un panorama pazzesco vi consigliamo di farlo da Punta Telegrafo situato oltre il Convento dei Padri Passionisti in cima al Monte Argentario.

Argentario, Cala del Gesso
Argentario, Cala del Gesso

Photo by Cristina Gottardi on Unsplash

Dalla costa decidiamo di spostarci verso l’interno in direzione Capalbio, per una pausa all’insegna del mondo fiabesco. Vi portiamo al Giardino dei Tarocchi.

Capalbio, Giardino dei Tarocchi
Capalbio, Giardino dei Tarocchi

Il Giardino dei Tarocchi è nato dall’idea dell’artista Niki de Saint Phalle dopo aver tratto ispirazione dal Parc Guell di Gaudì a Barcellona e del Parco dei Mostri di Bomarzo, che abbiamo già avuto modo di ammirare.

Il giardino è una fusione perfetta tra alberi, ulivi e cespugli con le creazioni artistiche realizzate prevalentemente “a mosaico”, con tessere colorate e tessere a specchio. La luce ed i riflessi degli specchietti che rivestono queste opere creano un’atmosfera unica; l’effetto è ancora più spettacolare all’interno dell’opera Imperatrice, una ricostruzione bizzarra di una casa con tutte le stanze (cucina, salotto, camera da letto e bagno), tutto realizzato con i mosaici e scaglie di specchi. Non è da meno l’Imperatore con il suo cortile “a colonnato”, le colonne sono rivestite da raffigurazioni che rasentano la fantasia più bislacca. C’è una sorta di inquietudine, follia e gioco in tutte le opere. Rimarrete folgorati da tanto incantesimo.

Un piccolo assaggio del Parco.

Dopo esserci riempiti gli occhi di tanta luce e colori, saliamo in auto e concludiamo il nostro viaggio dirigendoci nel centro storico di Capalbio e lì lasciamo un’altra parte del nostro cuore. Un borgo antico che vi farà rivivere il medioevo in tutta la sua bellezza. Dopo una camminata tra le vie antiche, è ora di caricare i nostri bagagli e fare rientro a casa.

Capalbio – Photo by http://www.comune.capalbio.gr.it/

CONSIGLI DI VIAGGIO – LA CUCINA

Per conoscere bene un luogo è necessario immergersi a tutto tondo; secondo noi, la cucina è uno dei modi più interessanti per farlo. Pertanto, i piatti tipici della regione della Tuscia e che non potete perdervi sono:

  • l’acquacotta, una zuppa di pane raffermo, cicoria, mentuccia e olio d’oliva;
  • i lombrichelli, una pasta fatta di acqua e farina condita con un sugo al cinghiale o ai funghi;
  • la pignataccia, uno stufato di carni miste di bovino e suino cotto in un tegame di coccio.

Infine, i piatti che potete assaporare in Maremma sono i seguenti:

  • i tortelli ripieni di ricotta e spinaci conditi con un sugo di carne;
  • le tagliatelle al ragù di cinghiale;
  • i crostini toscani con patè di fegatini e milza;
  • il Caldaro dell’Argentario, una zuppa di pesce povero, ai giorni nostri rivisitata con l’utilizzo di pesce più pregiato.

Abbiamo concluso il nostro viaggio e rientrando a casa porterete sempre con voi la bellezza di questi luoghi che come molti altri in Italia sono spesso dimenticati.

by "QuandoAndare.info"

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