Un viaggio virtuale in… Messico

Un viaggio on the road attraverso il Messico meridionale

Itinerario virtuale di 10 giorni:

  • Cancun
  • Valladolid
  • Merida
  • Campeche
  • Palenque
  • Chetumal
  • Playa del Carmen

Con un volo dall’Italia partiamo per l’aeroporto di Monaco – che merita sempre un fermo immagine per la sua bellezza caratterizzata dalla modernità delle strutture a capriate – da lì un altro volo ci porta a destinazione: Cancun – Messico.

L’arrivo a Cancun avviene nella tarda serata, dopo il recupero dell’auto a noleggio e la notte trascorsa in un hotel vicino all’aeroporto, segue la partenza immediata nella mattinata successiva in direzione Valladolid (Cancun la vedremo al rientro durante l’ultima tappa di mare a Playa del Carmen).

Valladolid è una cittadina in perfetto stile coloniale spagnolo, con la piazza gremita di messicani in abiti colorati, panchine sempre occupate per la siesta sotto l’ombra di alberi secolari. La vita dei messicani si svolge proprio nelle piazze che sono occupate da un grande giardino pubblico, dove si scambiano quattro chiacchiere e le famiglie trascorrono il loro tempo libero.

Durante la nostra sosta a Valladolid ci imbattiamo in un comizio politico che anticipa le prossime elezioni amministrative locali. Megafoni in strada, locandine affisse ovunque, un vero salto nel passato ai nostri anni ottanta. Trascorriamo la notte all’Hotel El Meson del Marques, una chicca in pieno stile spagnolo, con la sua corte interna arricchita da piante e fiori.

Il giorno successivo ripartiamo per la prima tappa archeologica del nostro viaggio: Chichen Itza. Una giornata immersa nel mondo maya, tra le affascinanti leggende del sito storico, dove ogni costruzione si rivolge agli dei a cui il popolo affidava tutte le sue preghiere. Un luogo spirituale da scoprire senza fretta, con una passeggiata che segue l’andamento del sole, il quale muove le ombre dei templi in un movimento che fa rivivere questo luogo ancora avvolto nel mistero.

Durante il nostro viaggio virtuale nello Yucatan ci imbattiamo in diversi cenote, che in lingua maya significa letteralmente “acqua sacra“, grotte verticali piene di acqua dolce e rivestite di stalattiti e stalagmiti, dove oggi ci si immerge per un bagno, mentre per i Maya erano luoghi sacri dove avvenivano i sacrifici umani in onore delle loro divinità.

Dopo la splendita giornata con un tuffo nel passato, continuiamo il nostro viaggio verso nord, destinazione Merida. Dalla periferia dove intravediamo costruzioni precarie destinate ad abitazione o semplicemente a bottega, raggiungiamo il centro della città ricco di case coloniali in stile spagnolo dall’aria tutt’altro che messicana.

Anche a Merida non manca la piazza centrale, fulcro della movida messicana. Piccoli parchi ben curati e sempre verdi, che offrono un riparo dal cocente sole dell’America centrale.

Un inno al popolo maya lo troviamo ad ogni angolo, anche in mezzo ad una rotatoria di Merida 🙂

Tuk tuk? No non è la Thailandia, siamo ancora in Messico, ma sembra che anche qui questo simpatico mezzo di trasporto vada alla grande.

Procediamo con il nostro tour itinerante in direzione Campeche, la regione dai mille colori. Le sue case colorate sono un must nella cittadina di San Francisco de Campeche.

Ma prima di raggiungere Campeche durante il nostro tragitto facciamo tappa al sito archeologico di Uxmal.

Uxmal è molto più piccolo di Chichen Itza ma altrettanto affascinante: dall’alto delle sue piramidi possiamo godere di una vista mozzafiato sulla vegetazione a perdita d’occhio.

Strada facendo ci fermiamo al piccolissimo sito di Kabah. In ogni angolo del Messico c’è il mondo maya che ti aspetta!

Eccoci a San Francisco de Campeche. Eccovi un assaggio delle case colorate di cui vi parlavamo prima. Messico puro!

Immancabile la piazza, cuore della città e ragione di vita dei messicani!

Ci vogliono molte ore di auto da Campeche per attraversare la regione di Tabasco e raggiungere il Chiapas. I controlli della polizia sulle strade inclusi i posti di blocco sono ricorrenti, ma ci sentiamo al sicuro. E l’aria che respiriamo qui è ancora più autentica!

Tra 27 miglia raggiungiamo Palenque, la nostra meta di oggi.

Giunti a destinazione, troviamo la bella Palenque, un concentrato di vegetazione tropicale che nasconde alcune meraviglie maya; si pensa che ce ne siano molte altre, in gran parte celate tra le viscere di queste fitte foreste interminabili e difficili da esplorare.

Palenque. Un tuffo al cuore! Un’atmosfera unica, un silenzio assordante, il canto degli uccelli che riecheggia tra i resti del sito archeologico, forse il più affascinante del Messico meridionale. Pochi visitatori. Lontano dal turismo di massa. Un salto sospeso nel tempo.

A Palenque alloggiamo in un bungalow di un camping situato in mezzo alla foresta. Gechi, lucertole ed il canto degli uccelli tropicali ci accompagnano per tutta la notte.

Il mattino seguente con qualche nuvola e la minaccia di pioggia, facciamo colazione in mezzo alla natura e salutiamo questo posto da sogno, per immergerci nel centro naturalistico della Cascada de Misol-Ha nelle immediate vicinanze. L’abbondanza di acqua di questa regione ha giocato un ruolo importante nella nascita delle bellezze naturali di questi luoghi selvaggi.

Dopo una camminata in mezzo alla foresta raggiungiamo il retro dell’altissima cascata. Il suono dell’acqua scrosciante è assordante e copre ogni cosa. Provate a chiudere gli occhi e ad immaginarlo.

Risaliamo sulla nostra autovettura e nostro malgrado lasciamo il Chiapas, anche se vorremmo raggiungere San Cristóbal de Las Casas, ma il tempo a disposizione non ce lo permette ed i chilometri da percorrere sono ancora molti. Pertanto partiamo in direzione sud-est, verso Playa del Carmen. Durante il nostro tragitto di rientro ammiriamo fattorie, piccoli villaggi dove incontriamo scolaresche che rientrano da scuola, messicani in attesa alla fermata dell’autobus, pick-up con intere famiglie a bordo.

 

Raggiungiamo così Chetumal, un paesino tranquillo affacciato su una laguna dai colori del mare dei tropici dove ci fermiamo solo per la notte. Usciamo quindi a cena in un locale messicano del posto e la mattina successiva riprendiamo presto il nostro cammino.

Eccoci arrivati in Riviera Maya! Raggiungiamo l’alloggio a Playa del Carmen, dove lasciamo i nostri bagagli e stanchi delle ultime giornate di viaggio, anche se arricchiti dalle nuove esperienze, corriamo verso il mare e ci tuffiamo nelle calde acque del Mar dei Caraibi.

Non possiamo rilassarci del tutto, e quindi dopo aver visto la metropoli di Cancun in mezza giornata (una piccola America in miniatura piena di locali alla moda), la lasciamo alle spalle e ci dirigiamo verso l’ultimo sito archeologico del nostro meraviglioso viaggio nel Messico meridionale: Tulum.

Tanto bello per i suoi colori ed il fascino del sito a picco sul mare, quanto affollato dalla massa di turisti che da Cancun o da Playa del Carmen fingono un viaggio tra le rovine maya, con una breve tappa ed una foto tra i resti archeologici del sito per poter dire: “C’ero anch’io!” Ma il Messico più autentico secondo noi è altrove, non qui.

L’ultimo pomeriggio ci abbandoniamo all’ozio sulla spiaggia di Playa del Carmen, accompagnati dalle chitarre dei mariachi, dopo esserci abbuffati di chili con carne, tacos, nachos, il tutto affogato da quintali di salsa guacamole e salsa al pomodoro piccante.

Termina così il nostro viaggio virtuale nel Messico meridionale e con rammarico si torna a casa.

by "QuandoAndare.info"

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