Un viaggio virtuale a … New York

“Dove andiamo oggi?”

“Che ne dite di un viaggio virtuale a New York, nella città che non dorme mai?”

“Ottima idea, partiamo subito!”

New York, Liberty Island
New York, Liberty Island

Itinerario virtuale di 7 giorni a New York:

  • Liberty Island e Ellis Island
  • Wall Street e New World Trade Center
  • Il Ponte di Brooklyn, Time Square, Broadway, Empire State Building
  • Metropolitan Museum of Art
  • Central Park ed Harlem
  • Greenwich Village
  • Moma – Museum of Modern Art – e Solomon R. Guggenheim Museum

E’ un tardo pomeriggio di un giorno di metà giugno e atterriamo a New York con un volo dall’Italia della durata di circa 9 ore, usciamo dall’aeroporto e ci imbattiamo nei primi taxi gialli tipici di New York. C’è una lunga fila di turisti e di cittadini americani che sta attendendo il proprio turno, ci vuole un po’ di tempo ma riusciamo a prenderci il nostro taxi ed a raggiungere l’hotel situato nel cuore di Manhattan, nella zona denominata Financial District (il Distretto Finanziario).

Ecco i primi palazzi di New York in stile Art Déco degli anni 1920-1930, siamo ancora in periferia ma l’atmosfera del passato di New York si respira tutta.

Raggiungiamo l’hotel per l’ora di cena, dopo un lungo tragitto tra il traffico della città, accomodiamo i nostri bagagli ed usciamo per la prima camminata tra i grattacieli di New York. Scopriamo i dintorni della nostra dimora durante la permanenza nella “Grande Mela”. Dopo una cena veloce in un locale della zona in serata rientriamo stanchi del viaggio e del fuso orario che il primo giorno si fa sentire tutto. In Italia d’altronde è notte fonda e il giorno successivo ci aspetta un’alzata mattiniera per iniziare il nostro viaggio virtuale a New York e cominiciare a consumare il pacchetto di ingressi del nostro New York Pass.

La mattina successiva, dopo aver individuato il locale per la nostra colazione – il George’s Restaurant, che ci accompagnerà per tutta la settimana – ci abbandoniamo alla nostra prima colazione americana.

Abbondante è dir poco. Le dimensioni sono raddoppiate rispetto alle nostre, dai pancake con lo scriroppo d’acero ai muffin al cioccolato e al caffè. E’ tutto gigante.

Siamo sazi e pronti per la nostra prima missione, ci aspettano: Liberty Island ed Ellis Island. Prendiamo il traghetto da Battery Park e salpiamo alla scoperta delle origini dell’espansione della New York di oggi, avvenuta grazie alle immigrazioni provenienti dal continente europeo.

Nonostante la giornata grigia, lo skyline di Manhattan è meraviglioso. E’ proprio dalle acque del fiume Hudson che il cuore di New York si può ammirare in tutta la sua magnificenza.

New York, skyline di Manhattan
New York, skyline di Manhattan

Attraversata la Baia di Manhattan, la prima tappa la facciamo a Liberty Island e ci avviciniamo finalmente alla Statua della Libertà. Un colosso in acciaio rivestito di rame, alto 93 metri, che rappresenta una donna con una corona in testa che dall’alto della sua figura innalza la fiaccola della libertà e nel contempo abbraccia la tavola dell’Indipendenza americana: il simbolo di New York!

New York, Liberty Island
New York, Liberty Island

Vista da vicino è ancora più bella, un’emozione unica.

New York, Statua della Libertà
New York, Statua della Libertà

Proseguiamo il nostro viaggio e salpiamo verso la vicina Ellis Island per scoprire chi erano coloro che venivano accolti dalla Statua della Libertà nel passato americano, quando le navi provenienti dall’Europa attraversavano l’Oceano Atlantico, navigando per settimane alla ricerca di fortuna, e raggiungevano la città di New York approdando proprio su quest’isola. Il museo dell’immigrazione descrive nei minimi dettagli l’evento storico di enorme portata che ha permesso alla città di New York di diventare la metropoli multiculturale che è oggi. Il museo è costituito da gigantografie, dalla rappresentazione delle enormi sale di accoglienza e delle stanze dove venivano accolti i viaggiatori in attesa dei controlli sulla propria salute e situazione sanitaria. Controlli che a volte hanno diviso molte famiglie, per la mancata idoneità all’accesso al paese di alcuni componenti del nucleo famigliare. Nei casi più disperati gli immigrati non idonei erano destinati al rimpatrio, con immenso dolore per il resto della famiglia. Ancora oggi potete consultare i nomi riportati nei registri dell’arrivo dei milioni di immigrati che hanno toccato terra americana agli inizi del 1900. Un vero tuffo nel passato.

New York, Museo dell'immigrazione
New York, Museo dell’immigrazione

 

New York, Museo dell'immigrazione
New York, Museo dell’immigrazione

Nel primo pomeriggio rientriamo dal nostro salto nel passato della New York di inizio Novecento e ci incamminiamo nelle vie della metropoli verso il Distretto Finanziario.

New York, grattacieli
New York, grattacieli

Strada facendo ci imbattiamo nella Trinity Church e decidiamo di entrare. E’ una chiesa episcopale la cui cappella è l’edificio religioso più antico di New York, al suo interno accoglie anche un antico cimitero ancora in uso. Durante gli attacchi del 11 settembre 2001, quando le vicine torri gemelle crollarono su se stesse e tutto intorno aleggiava una intensa coltre di polvere, la chiesa è diventata rifugio per le prime vittime e per i soccorritori, oltre che luogo di deposito degli apparecchi elettronichi e dei documenti dei primi uffici distrutti dalla immane tragedia.

New York, Trinity Church
New York, Trinity Church

Il secondo giorno decidiamo di dirigerci verso Wall Street, durante il nostro tragitto ci imbattiamo nei tipici edifici di New York che abbiamo visto così tante volte nei film americani, con le loro scale esterne in ferro che uniscono un piano all’altro.

New York

Raggiungiamo la più grande Borsa valori esistente al mondo: la New York Stock Exchange. E’ domenica e nei dintorni c’è una calma che immaginiamo non ci sia nei giorni di attività della borsa. Riusciamo ad ammirare con tranquillità il palazzo storico inaugurato nel 1903 ed immerso nei grattacieli finanziari colmi di uffici. Si tratta del cuore pulsante del Distretto Finanziario.

New York Stock Exchange
New York Stock Exchange

Poco più distante dalla Borsa di New York, si trova il simbolo di Wall Street: il Toro. Non vogliamo perdercelo. La scultura in bronzo conosciuta in tutto il mondo e che risale al 1989, fu il regalo di Natale di un artista italiano. Circondato da turisti, decidiamo di fotografare il Toro di Wall Street da dietro, da dove si possono ammirare i lucidi gioielli spesso toccati per la tanto decantata fortuna che dovrebbero portare.

New York, Toro di Wall Street
New York, Toro di Wall Street

Riprendiamo il nostro cammino verso nord per raggiungere Chinatown, il quartiere cinese, ma prima di arrivarci ci imbattiamo nella Little Italy, un concentrato di locali italiani dove mangiare i nostri piatti. E l’atmosfera si fa subito famigliare con i suonatori di strada.

New York, Little Italy
New York, Little Italy

 

New York, Little Italy
New York, Little Italy

Eccoci a Chinatown. E’ un caos di negozi che offrono cibo, abiti e chincaglieria cinese. L’aria è pregna dei profumi della cucina orientale e di spezie. La percorriamo tutta e ci riempiamo i sensi di colori, profumi e suoni. Chiudiamo il cerchio tornando verso casa.

New York, China Town
New York, China Town

Continuiamo a goderci la città con i suoi palazzi, antichi e moderni, i parchi e da lontano intravediamo la nuova Freedom Tower presso il One World Trade Center, sorto sulle ceneri delle due torri gemelle crollate nell’attentato del 11 settembre 2001.

New York, Distretto Finanziario
New York, Distretto Finanziario

Ed è stupore a prima vista! L’enormità delle sue dimensioni, la leggerezza delle sue facciate in vetro che rispecchiano l’azzurro del cielo, il suo pennone che cerca di toccare le nuvole, rendono questa opera una potenza, la forza della rinascita, l’orgoglio americano.

E’ una sensazione strana, il senso di ammirazione si mescola a un sapore amaro. E’ inevitabile, non puoi non farlo: ammiri il nuovo colosso ma cerchi di immaginare le due torri, il profilo di New York cancellato per sempre in una mattinata di inizio settembre di inizio secolo. L’ombra delle due torri è quasi reale e palpabile.

E’ difficile fotografare la Freedom Tower nella sua interezza ma ce l’abbiamo fatta. Eccola qui, davanti ai nostri occhi.

New York, One World Trade Center
New York, Freedom Tower presso il One World Trade Center

Ritiriamo il biglietto per la risalita della torre ed entriamo. E’ consigliato prenotare per tempo prima di partire, perchè le richieste sono numerose. Un modernissimo ascensore ci porta fino in cima, le sue pareti in realtà sono degli schermi ad altezza naturale e come un film ci fanno vedere in meno di un minuto la nascita della città di New York, da palude a metropoli. Raggiunto il 102mo piano, a 541 metri di altezza, si può godere di una incredibile veduta panoramica su Manhattan. Eccola qui.

New York, Manhattan

New York, Manhattan

All’uscita dalla torre ci sono due piscine, che sorgono proprio nei pressi delle sedi della Torre Nord e della Torre Sud del World Trade Center. Le piscine che richiamano un gioco d’acqua costante, riportano i nomi delle vittime dell’attentato sui ripiani scuri che delimitano le vasche. E’ surreale, ogni nome ha un peso, un peso enorme. La tristezza e la rabbia si respira tutta. L’incredulità, anche a distanza di anni, di come possa essere accaduta una tragedia simile è ancora oggi molto forte.

New York, New World Trade Center
New York, New World Trade Center

Scendiamo al piano interrato, dove sorge il National September 11 Memorial & Museum e ci perdiamo nei reperti recuperati dal crollo delle due torri, nell’area denominata anche Ground Zero. Erano le 8.46 dell’11 settembre del 2001 a New York, quando il primo aereo di linea della American Airlines si schiantò sulla prima torre, tutto il resto è storia e la conosciamo molto bene.

Lasciamo questo posto con il cuore spezzato e riprendiamo il nostro cammino verso casa, con l’amarezza addosso.

Il terzo giorno ci dedichiamo alla camminata sul Ponte di Brooklyn, la gigantesca costruzione in acciaio che collega l’isola di Manhattan al quartiere di Brooklyn. Sotto di noi scorrono le auto e ci sentiamo parte delle numerose scene cinematografiche dei film americani visti in tv, che abbiamo sempre sognato di rivivere.

New York, Ponte di Brooklyn
New York, Ponte di Brooklyn

 

New York, Ponte di Brooklyn
New York, Ponte di Brooklyn

Ci perdiamo ad ammirare la città anche dall’alto del suo ponte più importante e non finiamo di fotografare ogni visuale possibile. Decidiamo quindi di prendere la metropolitana e scendiamo a Broadway, direzione: Times Square.

New York, Broadway
New York, Broadway

Siamo nel fulcro della modernità, nella New York esagerata, dove le insegne luminose dettano i tempi e la vita dei newyorkesi che ci vivono. Broadway è anche conosciuta per l’abbondanza di teatri e cinema, è cuore pulsante dello spettacolo serale nella città che non dorme mai. Ci promettiamo di tornarci la sera per entrare in qualche locale ed ascoltare della musica dal vivo. Raggiungiamo la famosa Times Square, illuminata anche di giorno, piena zeppa di gente e di cartelloni pubblicitari; immersa tra gli altissimi grattacieli ce la immaginavamo più grande, invece è una piazza raccolta – anche se in realtà è un incrocio di strade – dove si festeggia il capodanno newyorkese e dove si concentrano i negozi americani dai nomi più noti come Virgin Records, Toys, Bubba Gump Shrimp.

Il cielo è coperto ed inizia a piovere, il tempo minaccia un pomeriggio piovoso e lungo, decidiamo di entrare in qualche museo.

Optiamo per il Museo di Storia Naturale e ci godiamo un po’ di preistoria. Il luogo simpaticamente ci ricorda anche il film “Una Notte al Museo” e ci perdiamo nelle enormi sale che contengono le rappresentazioni reali dei bestioni del passato ed il pomeriggio scorre veloce.

Il quarto giorno lo dedichiamo al Metropolitan Museum, un colosso dell’arte, colmo di collezioni prestigiose tra le più disparate e importanti al mondo.

Un piccolo assaggio del museo…

Ci vuole quasi tutto il giorno e decidiamo di saltare alcune opere, così nel tardo pomeriggio rientriamo e strada facendo ci troviamo davanti al Madison Square Garden, autentico luogo di culto per gli amanti del basket. Una foto è d’obbligo.

Ancora Freedom Tower, ancora voglia di immortalarla.

E’ giunto il quinto giorno e decidiamo di goderci il mitico Central Park, scenario immancabile in molti film americani, visto e rivisto sullo schermo tv in tutte le stagioni dell’anno.

New York, Central Park
New York, Central Park

Ci incamminiamo e decidiamo di vederne gran parte, ci sono diversi punti di interesse sulla mappa del parco e ne scegliamo alcuni.

New York, Central Park
New York, Central Park

Ci incamminiamo e raggiungiamo la fontana ed il terrazzo di Bethesda, il lago, le statue del mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie, il Belvedere Castle, la Great Lawn (la più grande distesa erbosa del parco) dove si svolgono i concerti musicali più importanti.

 

Per il rientro optiamo di incamminarci sulla High Line, un parco lineare sopraelevato recuperato da una porzione di un’antica linea ferroviaria, lunga poco più di 2 chilometri. Un percorso pedonale sulla città, arricchito dal verde della vegetazione ben coltivata ai bordi della via.

New York, High Line
New York, High Line

 

New York, High Line
New York, High Line

Scendiamo dalla High Line e notiamo i campetti di basket, presenti ovunque, non possiamo non fermarci a curiosare ed osservare il passatempo preferito dei giovani cittadini – soprattutto neri – di New York.

Nel pomeriggio, prima di rincasare, decidiamo di recarci ad Harlem, il quartiere nero di Manhattan. Abbiamo sentito più volte parlare delle messe Gospel di Harlem, ce ne sono molte che accolgono anche gruppi turistici. Ma noi decidiamo di scendere ad Harlem e di incamminarci alla ricerca di qualcosa di diverso. Il quartiere è ordinato, gli edifici non sono altissimi, scendiamo dalla metropolitana e percorriamo a piedi l’ampia via principale, la 125th Street. Intorno a noi la gente di colore vive la sua quotidianità, ci dirigiamo lungo il nostro percorso e diamo un’occhiata alle case, ai negozi, alle chiese. E’ tardo pomeriggio ed è l’ora perfetta per partecipare ad una messa Gospel. Addocchiamo una piccola chiesa raccolta. Ci sono diverse signore di colore che entrano con in mano il loro Vangelo, chiediamo ad una di loro se è possibile entrare e partecipare alla cerimonia serale. “Yes, of course!” ci rispondono. Entusiasti entriamo, la messa inizierà tra qualche minuto. Ci accomodiamo nei banchi laterali, lasciamo i posti centrali ai loro numerosi fedeli e ci guardiamo intorno increduli. Ci hanno accolto tra di loro senza esitazione, siamo gli unici turisti bianchi oltre ad un’altra coppia più distante a noi. Partecipiamo alla messa più lunga della nostra vita. Più di due ore di cerimonia intensa, con sermoni, canti e prediche, con una sentita partecipazione dei presenti, alcuni chiamati all’altare per raccontare il loro difficile passato e come grazie alla fede siano riusciti a salvarsi. Il racconto è molto concitato ed incalzante, oltre al tono della voce anche il corpo mostra tutta la sofferenza subita. Durante la nostra partecipazione alla confessione i fedeli parlano con una forte agitazione concludendo gettandosi a terra. La disperazione si percepisce tutta. Siamo sentitamente commossi da tanta sincerità. Il lungo racconto termina con l’abbraccio degli altri fedeli ed il loro canto di incorraggiamento. Decidiamo di non scattare fotografie ad Harlem per il massimo rispetto.

Dicono che Greenwich Village sia un’altra New York, decidiamo di andarci il giorno successivo, e ci troviamo davanti un quartiere a misura d’uomo, con gli edifici bassi, i cortili delle case bene curati che nascondono dei piccoli giardini privati. Una vera chicca.

New York, Greenwich Village
New York, Greenwich Village

 

New York, Greenwich Village
New York, Greenwich Village

Mancano due giorni ed abbiamo ancora molte cose da vedere. Decidiamo di visitare l’Empire State Building la sera. Al nostro arrivo siamo sorpresi da una fitta coltre di nebbia che purtroppo rende poco visibile il panorama dall’ultimo piano. Decidiamo di salirci lo stesso e di rivivere le scene del film King Kong con la sua amata Ann Darrow.

New York, Empire State Building
New York, Empire State Building

Purtroppo la cima dell’Empire State Building non si vede per la nebbia.

New York, Empire State Building
New York, Empire State Building

All’uscita il cielo si è leggermente schiarito, ecco il grattacielo in stile Art Déco illuminato.

New York, Empire State Building
New York, Empire State Building

Il settimo e ultimo giorno lo dedichiamo alla visita di altri due musei importanti di New York, i singolari MoMA Museum, il Museo di arte moderna, ed il Solomon R. Guggenheim Museum, museo di arte moderna e contemporanea. Al loro interno si trovano le opere d’arte più eccentriche e bizzarre del mondo dell’arte. Le collezioni contenute spaziano dalla pittura, alla scultura, alla fotografia, vi si trovano articoli di design o solo bizzarre idee realizzate con un banale oggetto di uso comune.

L’esterno della struttura del Guggenheim Museum è particolare e prospetta un edificio già di per sé unico nel suo genere, per la sua forma a spirale. All’ingresso, alzando la vista si comprende l’intenzione del costruttore: una enorme scala bianca elicoidale ci porta ai piani per l’esposizione delle opere. Il MoMA è ospitato da un edificio più moderno e contiene un grande numero di opere d’arte, anche nel giardino esterno sono presenti diverse sculture bizzarre. Eccovi un piccolo assaggio dei due musei.

Termina così il nostro viaggio virtuale a New York e ancora affascinati dalla ricchezza di questa città moderna, ci promettiamo che dobbiamo tornarci. New York va rivista più volte e soprattutto va vissuta più volte. Il prossimo viaggio sarà sicuramente reale.

by "QuandoAndare.info"

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